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Panoramica sulla recente repressione del movimento di liberazione animale in Olanda: il caso dei BARCHEM 4

Nello stato centro-europeo dell’ Olanda le industrie dello sfruttamento  animale hanno numerosi interessi, molti punti nevralgici. Circa 250 allevamenti di animali da pelliccia sparsi per il territorio,  tutte le maggiori multinazionali farmaceutiche hanno in Olanda strutture di ricerca e laboratori di importanti dimensioni , e vaste regioni basano la propria economia sulla industria zootecnica.

Non stupisce che in questa nazione l’attività di anonim* liberatori e liberatrici nel corso degli ultimi 30 anni sia stata particolarmente intensa.  La storia del movimento di liberazione animale in Olanda, e quella  dell’azione diretta che ne ha contraddistinto la pratica, inizia già sul finire degli anni 70, con la prima liberazione di beagles dall’allevamento del laboratorio TNO nei pressi di Zeist.

Nel 1996 si ha un primo esempio della determinazione delle forze repressive  con l’arresto ( grazie alla costituzione di una squadra speciale ) di Frank ed Erik,  due attivisti accusati di oltre 28 azioni incendiarie contro l’industria della carne olandese, verrà alla fine dimostrato il loro coinvolgimento in sole tre azioni e saranno condannati a 4 e 5 anni, ma il caso sancisce l’inizio dell’interesse da parte delle autorità nei confronti del movimento.

La seconda metà degli anni 90, sino ai primi anni duemila, sono caratterizzati da un aumento esponenziale delle azioni contro le industrie della carne, della pelliccia e della ricerca.

Nel 2002 viene assassinato Pim Fortuyn, populista xenofobo con buone probabilità di vincere le incombenti elezioni politiche, in un contesto ancora poco chiaro viene arrestato il presunto assassino, attivo nel movimento eco-animalista. Questo evento contribuirà nel creare un clima di odio e diffidenza nella società olandese verso l’attivismo in difesa degli animali.

Nel 2008 una determinata campagna organizzata da attivist* di base riesce dopo soli 6 mesi ad impedire la costruzione del laboratorio di vivisezione “Sciencelink” voluto dalla multinazionale Harlan.  Come conseguenza a questa vittoria per la prima volta si parlerà nel parlamento olandese di “legge speciali anti terrorismo” sull’esempio di America ed Inghilterra, la legge arriverà al voto parlamentare per due volte, nel 2005 e nel 2009, ma non verrà mai approvata nonostante il supporto trasversale.

Dal 2006 la campagna anti-vivisezionista SHAC viene posta al centro  delle attenzioni repressive : inizia una intensa collaborazione tra polizia inglese ed olandese per stroncare la campagna,  una serie di azioni di sabotaggio contro Euronext  ( gruppo finanziario che possedeva azioni del laboratorio HLS)  motivano una ondata mediatica diffamante ai danni del movimento e la creazione in tempi recenti di una squadra investigativa speciale focalizzata solo su casi di liberazione e sabotaggio , che lavora a livello nazionale ( cosa che accade in Olanda solo per casi di crimine organizzato e mafia) , con ingenti risorse a disposizione.

Per meglio comprendere il clima venutosi a creare può essere utile menzionare che alle diverse realtà olandesi viene richiesto nel 2008 di firmare un documento dove prendono pubblicamente le distanze da coloro che praticano l’azione diretta, pena il riconoscimento del gruppo come potenzialmente “pericoloso” e la garanzia di attenzioni particolari da parte della polizia. Solo uno tra i maggiori gruppi olandesi rifiuta di firmare.

L’apice di questo accanimento repressivo viene raggiunto nel’ottobrel2009, con l’arresto di quattro persone, in tempi diversi, accusate di aver partecipato ad una liberazione di circa 5000 visoni nei pressi della città di Barchem.

 

La notte stessa una attivista tedesca veniva arrestata, passando i due mesi successivi in carcere, in condizione di isolamento totale : censura della posta,  nessun contatto con altre detenute, nessuna possibilità di telefonare o comunicare con l’esterno in alcun modo, persino le comunicazioni con l’avvocato vengono sottoposte a severe restrizioni.

Nelle settimane a venire altre due persone vengono arrestate, una delle due rimane in custodia per circa due mesi, mentre una terza viene rilasciata dopo tre giorni. Il quarto imputato viene arrestato in Germania grazie ad un mandato di cattura internazionale,  trascorrerà un mese di carcere in Germania salvo poi essere trasferito in Olanda per altri due mesi, sarà l’ultimo ad essere rilasciato, con obbligo di dimora nello Stato per due anni, restrizione solo recentemente rimossa.

Da ormai due anni e mezzo si rimane in attesa per il processo. Le informazioni rilasciate dalla polizia alle persone coinvolte ed ai loro avvocati sono volutamente scarse e frammentarie, probabilmente con l’intenzione di celare una manovra repressiva di più ampio raggio.  Il fatto che per le autorità si tratta di un caso di rilievo è suggerito dal numero e dalla tipologia di strumentazione tecnica utilizzata  per le investigazioni  ( dispositivi gps installati sotto le auto, microfoni e spie ambientali di diverso rango posizionate in numerose abitazioni, mini telecamere per le osservazioni, intercettazioni telefoniche ) .

Le persone coinvolte in questo caso necessitano il nostro aiuto e supporto, invitiamo chiunque a considerare la possibilità di organizzare eventi solidali, che aiutino le/gli attivist* a coprire le spese legali in vista del processo.

Per informazioni ed aggiornamenti sul caso contatta il gruppo di supporto a questa mail :

 svat@riseup.net

maggiori informazioni disponibili in inglese sul sito :

http://svat.nl/barchem4/en/index.html

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Domenica 10 giugno in occasione del compleanno della Villa Vegan, a Milano, una attivista coinvolta nel caso parlerà della attuale situazione, contestualizzando il fatto in una più ampia panoramica sulla repressione in Olanda , l’appuntamento è per le ore 16, a seguire  concerto con :

EMBERS- black metal USA

THE INFARTO SHEISSE- punk Bergamo

AGATHA- sludge punk Milano

ANPHETAMINA C – hc punk Milano

INNER SCENT – post punk Milano

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Aiutaci a diffondere le  informazioni relative a questo caso. Scarica e stampa il volantino informativo:

fronte

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Posted in attivismo, liberazione animale, supporto prigionieri.


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